Poche cose al mondo possono essere monotone come attraversare il Kansas occidentale in macchina. Campi di granturco, campi di mais, campi di miglio; ogni tanto degli enormi silos pieni di granturco, miglio e mais.
Anche lungo l'unica striscia di asfalto che taglia i campi ci sono poche varianti: ottanta per cento Tir carichi di granturco & Company, diciannove percento di pick up truck e un 1% che include due sidecar, una Fiat Cinquecento, tre harley e una Nissan targata Texas, la mia.
Dopo sei ore di macchina c'è finalmente Garden City, nome originale e poco descrittivo per un paesino che non profuma di violette ma di allevamenti bovini, macelli e impianti per il confezionamento della carne.
Main Street sembra uscita da una cartolina anni Cinquanta -palazzine di mattoni con botteghe chiuse e nemmeno un'insegna conosciuta- ed è deserta, eppure si sente della musica. Faccio altri due isolati cercando la fonte di questo country tremendo, sperando di trovare un locale qualunque dotato di connessione wifi, ma al semaforo vedo quattro speaker: è la città stessa che ti tiene compagnia.
L'unico caffè aperto è un po' più avanti e, incredibilmente, oltre alla connessione gratuita ha anche un espresso decente, l'unico nel raggio di almeno cinquecento chilometri. Posso finalmente scaricare qualche mappa per trovare una strada di Holcomb, una frazione di Garden sconosciuta sino al 1959, quando un eccentrico scrittore newyorkese chiamato Truman Capote racconto in un libro l'omicidio della famiglia Clutter.
Come cinquant'anni fa, la strada che porta alla proprietà dei Clutter è ancora sterrata e non c'è nulla a dividerla dalla ferrovia. La casa è ancora lì, anche se adesso ci abita un'altra famiglia. Pare che nei primi tempi facessero visitare la casa a chiunque si presentasse alla porta, ma adesso c'è una sbarra all'inizio del viale e un cartello "vietato l'ingresso, proprietà privata".
Poche altre cose sono rimaste uguali però. Negli anni Sessanta tutto il Kansas occidentale era pieno di piccole imprese agricole a conduzione familiare, mentre oggi ci sono solo enormi fattorie di cinquemila o diecimila acri, che sopravvivono grazie a una pioggia di finanziamenti pubblici erogati da Washington.
Durante la Grande Depressione Roosevelt cercò di sostenere chi coltivava la terra creando dei sussidi, ma adesso molti beneficiari di questi aiuti sono grosse compagnie con sede a New York, Chicago o in Florida, che quest'anno incasseranno milioni e milioni di dollari come compensazione delle perdite causate dalla siccità.
Eppure nessuno da queste parti si sente un "mantenuto" dello Stato, e da decenni il Kansas (come tutti gli stati agricoli del Midwest) vota repubblicano, nonostante il sostegno alle varie Farm Bill (le leggi che stabiliscono le quote di sussidi per le diverse colture) sia stato abbastanza bipartisan negli anni.
Quest'anno però il Congresso non ha ancora trovato un accordo e il disegno di legge non è mai arrivato al voto. E per i contadini che prendono il caffè su Main Street, è solo un altro motivo per prendersela con Obama.
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