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sabato 3 novembre 2012

Marchionne fa da testimonial per Obama

La campagna elettorale di Obama ha deciso (saggiamente) di non mollare l'osso: con il falso spot su Chrysler che spostava posti di lavoro in Cina, Romney potrebbe aver alienato molti elettori nello stato cruciale dell'Ohio.
E per mantenere viva l'attenzione su questa clamorosa bugia, hanno preparato un video:
"Come rovinare la reputazione della tua campagna elettorale in cinque passi", à la Romney.
Inevitabilmente, nel video compare pure Sergio Marchionne.

Eccolo qua.

venerdì 2 novembre 2012

Mitt e l'auto


Mitt a dieci anni in una delle auto costruita dall'American Motor Corp. di Detroit

Mitt Romney a dieci anni in un'auto della American Motors Co.
Dall'Ohio al Michigan.
Lo spot di Romney su Chrysler e GM (in cui sostiene, smentito, che stiano per spostare la produzione in Cina) continua a far discutere.
Gli operai di Toledo, dove si fabbricano le Jeep, sono furiosi. E anche nella vicina Detroit, dove Romney è cresciuto, il fatto che abbia mentito sapendo di mentire non va giù.
Il padre di Mitt, George, era governatore del Michigan e sapeva come trattare con l'industria automobilistica.
Il Michigan non è importante quanto l'Ohio, da cui dipendono le sorti di queste elezioni, ma Mitt potrebbe perdere consensi nel voto popolare. È considerato che la stampa nazionale comincia a prospettare un pareggio nei collegi elettorali (269 ciascuno), c'è poco da scherzare.

mercoledì 31 ottobre 2012

Marchionne vs. Romney

Se interviene persino Marchionne, solitamente restìo a commentare in alcun modo la politica, allora può darsi che Romney l'abbia davvero fatta fuori dal vaso, stavolta.
In uno spot andato in onda nello stato chiave dell'Ohio (vedi post precedente) la campagna di Romney sosteneva che "gli italiani" stessero per spostare in Cina la produzione della Jeep come risultato delle politiche industriali di Obama.
In una lettera a tutti i dipendenti, Marchionne ha sbugiardato Romney, notando che la produzione della Jeep in America è triplicata dal 2009 ad oggi, creando 11,200 nuovi posti di lavoro

"Suggerire qualcosa di diverso è semplicemente inaccurato".





martedì 30 ottobre 2012

Romney e le bugie sulla Fiat


A una settimana dalle elezioni, tutti gli sforzi sono ormai concentrati negli stati chiave. I più importanti (per il numero di collegi elettorali che rappresentano) sono la Florida e l'Ohio. Quest'ultimo è fondamentale per Romney: nessun candidato repubblicano ha mai vinto senza l'Ohio. I sondaggi danno il presidente in leggero vantaggio (nel nord dello stato ci sono le industrie automobilistiche salvate da Obama) e Romney sta concentrando i suoi ultimi sforzi qui.

venerdì 5 ottobre 2012

I love Sergio! Sergio for president!

"Sergio è fantastico, è un genio! Quando gli ho stretto la mano gli ho detto: mister Marchionne, vorrei che lei potesse candidarsi a presidente degli Stati Uniti. Mi ha risposto che il lavoro che fa gli piace troppo, e di non chiamarlo mister Marchionne, ma soltanto Sergio".
Ogni volta che ne pronuncia il nome, accentando la i, Sergìo, Lisa Copeland alza lo sguardo come una ragazzina che parla di una rockstar.
Capelli biondi cotonati e generose dosi a fondotinta a coprire le rughe, Lisa dirige una concessionaria Fiat ad Austin, nel Texas. Per la precisione, è la miglior venditrice di tutti gli Stati Uniti: nella terra dei Suv e degli enormi pick up, è riuscita a battere tutti i record vendendo 110 Cinquecento in un solo mese, lo scorso aprile.

martedì 2 ottobre 2012

Non è paese per sindacati


Non è un anno facile per i sindacati americani, e ancora peggiore per il rapporto con i Democratici.
Lo sciopero degli insegnanti di Chicago ha messo Barack Obama fra l'incudine e il martello (il rischio di perdere l'appoggio di sigle importantissime in termini elettorali o perdere la faccia rinnegando una propria riforma); la scelta di tenere la Convention a Charlotte, il mese scorso, ha irritato l'AFL-Cio, l'ombrello sotto cui si tritrovano la maggior parte dei sindacati, perchè il Nord Carolina è uno degli stati in cui l'organizzazione sindacale è seriamente ostacolata da una serie di leggi; in Wisconsin i dipendenti pubblici hanno perso gran parte del proprio potere di contrattazione.