Sei novembre (le elezioni non finiscono mai)
Notizie, foto e racconti di un paese in bilico
domenica 24 febbraio 2013
San Giovanni, San Pietro e un endorsement
Sarà la suggestione di una Roma senza papa, senza governo e presto senza presidente. Sarà che Pd e Pdl non hanno nemmeno provato a riempire una piazza. Ma mentre percorro via della Conciliazione insieme a suore maltesi, coppie con passeggini e turisti che scelgono cartoline di papa Ratzinger, mi chiedo se stamattina a piazza San Pietro ci sia più gente che in piazza San Giovanni venerdì. Sarà un confronto blasfemo ma è istintivo: il funerale della seconda repubblica e la fine di un papato.
mercoledì 23 gennaio 2013
Elezioni: tutti a lezione da Obama
Se Mario Monti è sceso dalla cattedra, imparando ad attaccare in maniera diretta i suoi avversari, il merito potrebbe essere di David Axelrod, il consigliere più fidato di Barack Obama e artefice della sua rielezione.
La Stampa di oggi riporta la notizia di un incontro tra lo staff di palazzo Chigi e il guru della comunicazione del presidente americano.
A missione compiuta, la società di consulenza fondata da Axelrod si ritrova infatti senza il suo più importante committente, e, scrive Molinari, il criterio di scelta degli altri clienti potrebbe essere proprio il cambiamento che un candidato è in grado di esprimere. Non a caso, sul sito della Akpd campeggia la frase: "il cambiamento è qualcosa per cui bisogna battersi. Non arriva mai facilmente".
Ma dalla campagna elettorale americana stiamo prendendo in prestito più di qualche consulente.
La Stampa di oggi riporta la notizia di un incontro tra lo staff di palazzo Chigi e il guru della comunicazione del presidente americano.
A missione compiuta, la società di consulenza fondata da Axelrod si ritrova infatti senza il suo più importante committente, e, scrive Molinari, il criterio di scelta degli altri clienti potrebbe essere proprio il cambiamento che un candidato è in grado di esprimere. Non a caso, sul sito della Akpd campeggia la frase: "il cambiamento è qualcosa per cui bisogna battersi. Non arriva mai facilmente".
Ma dalla campagna elettorale americana stiamo prendendo in prestito più di qualche consulente.
sabato 10 novembre 2012
Springsteen il contadino
A Garden City, cittadina del Kansas sconosciuta fino a che Truman Capote non raccontò l'omicidio della famiglia Clutter in "A Sangue Freddo", ce l'hanno parecchio con Jon Bon Jovi e Bruce Springsteen. Gli altoparlanti su Main Street diffondono solo canzoni country 24 ore al giorno, ma la musica non c'entra: le due star sono tra i miliardari che ricevono sussidi statali e sgravi fiscali in quanto "contadini".
venerdì 9 novembre 2012
State meglio oggi di quattro anni fa?
"Quando sarete nell'urna, chiedetevi se state meglio oggi di quattro anni fa". La frase che per mesi gli strateghi di Obama tentano di rigirare in un meno rischioso "chiedetevi chi ha un piano migliore per i prossimi quattro anni", però, non è farina del sacco di Romney o dei suoi spin doctor: a pronunciarla per la prima volta è stato Ronald Reagan.
Questa, come la maggior parte delle parole d'ordine della destra americana: deregulation, taglio delle tasse, aumento della spesa militare, riduzione del ruolo del governo federale a favore degli stati.
Dall'economia alla politica estera, dalla piega conservatrice in campo sociale fino a ruolo della religione in politica, il partito repubblicano come lo conosciamo da trent'anni in qua lo ha inventato Reagan negli anni Ottanta. Più precisamente, il 20 gennaio 1981, quando nel suo discorso inaugurale disse chiaramente: "in questa crisi il governo non è la soluzione: il governo è il problema".
Questa, come la maggior parte delle parole d'ordine della destra americana: deregulation, taglio delle tasse, aumento della spesa militare, riduzione del ruolo del governo federale a favore degli stati.
Dall'economia alla politica estera, dalla piega conservatrice in campo sociale fino a ruolo della religione in politica, il partito repubblicano come lo conosciamo da trent'anni in qua lo ha inventato Reagan negli anni Ottanta. Più precisamente, il 20 gennaio 1981, quando nel suo discorso inaugurale disse chiaramente: "in questa crisi il governo non è la soluzione: il governo è il problema".
Usa 1972, la madre di tutte le sconfitte democratiche
Sulle autostrade americane è difficile vedere una macchina senza adesivi sul paraurti: "mio figlio è un genio", "vota Obama-Biden 2012", "Cristo risorgerà", "Io mi tengo le mie armi e i miei soldi, tu Obama tieniti il tuo 'change' " (i tuoi spiccioli). Ma nel 1973, in pieno scandalo Watergate, il bumper sticker più popolare era questo: "Non prendetevela con me, sono del Massachusetts".
Cosa c'entrava lo stato del New England con lo spionaggio ordinato da Richard Nixon? Era l'unico -su cinquanta! - in cui l'anno prima i grandi elettori avevano votato il suo avversario, George McGovern. Per i democratici, però, questo nome non incarna né integrità né onestà politica; piuttosto, è sinonimo di Caporetto e di Waterloo. Quarantasette milioni contro ventinove, 60,7% a 37,5%: la madre di tutte le sconfitte.
Cosa c'entrava lo stato del New England con lo spionaggio ordinato da Richard Nixon? Era l'unico -su cinquanta! - in cui l'anno prima i grandi elettori avevano votato il suo avversario, George McGovern. Per i democratici, però, questo nome non incarna né integrità né onestà politica; piuttosto, è sinonimo di Caporetto e di Waterloo. Quarantasette milioni contro ventinove, 60,7% a 37,5%: la madre di tutte le sconfitte.
domenica 4 novembre 2012
1 x 2: e se finisce pari?
Secondo il New York Times, ci sono solo 5 possibilità su 512. Ma chiunque sia cresciuto giocando alla schedina, sa che la sfiga è sempre una delle variabili in gioco. E anche nelle elezioni americane, il pareggio tra Romney e Obama è una possibilità. Meno dell'1%, ma possibile.
Se entrambi i candidati avessero 268 collegi elettorali, chi diventerebbe presidente?
Probabilmente Romney andrebbe alla Casa Bianca e Joe Biden sarebbe il suo vice.
Ecco perchè.
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Perchè l'Ohio è in bilico
Gli swing states sono gli stati in bilico, dove il risultato del voto è scontato. Tutti sanno che la California voterà democratico e il Texas repubblicano, ma alcuni stati minori ogni tanto cambiano idea. Il Nord Carolina e il Colorado, per esempio, nel 2008 hanno votato per Obama grazie all'incessante lavoro del porta a porta di centinaia di volontari. Il Wisconsin è incerto perchè nel 2010, alle elezioni di mezzo termine, i repubblicani sono riusciti a strapparne la maggioranza. In Florida l'immigrazione (interna e non) cambia di continuo la demografia della popolazione, rendendo imprevedibile il risultato.
L'Ohio invece è sempre in bilico. E fatta eccezione per il 1960, quando Kennedy divenne presidente senza conquistarlo, ha sempre votato per il vincitore. Perchè?
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